MOTOAIRBAG: un Must Have per tutti i motociclisti

MOTOAIRBAG: un Must Have per tutti i motociclisti
motocorse

Tutto nasce alla fine del secolo scorso da una semplice considerazione: se l'airbag ti salva in auto perché non creare qualcosa di simile anche per i motociclisti? E così, dopo alcuni anni di studio, nel 2003 ne iniziano la produzione e la commercializzazione. E ci credono così tanto da averne anche registrato il nome, MOTOAIRBAG. Quella che segue è la storia e l'implementazione di questa felice intuizione

MOTOAIRBAG un Must Have per tutti i motociclisti

Tutto nasce nel 1996 con la creazione della D.P.I Safety, divisione di un gruppo industriale italiano attivo fin dal 1944.

La "Mission" è la progettazione e la produzione di tecnologia airbag per la protezione da impatto del corpo umano. Diverse sono le applicazioni sviluppate, ma particolare attenzione è dedicata al mondo della protezione per il motociclista.

La D.P.I. Safety ha sviluppato una innovativa tecnologia airbag chiamata "esplosione fredda" che può essere utilizzata per sistemi airbag che sono destinati a rimanere a contatto con il corpo umano. Questa tecnologia è completamente differenti da quella sviluppata nel campo automotive dove invece vengono utilizzati componenti esplosivi che generano una quantità di calore molto alta e che pertanto non adatta allo scopo. Il dispositivo che permette a MOTOAIRBAG di gonfiarsi così rapidamente basa il suo funzionamento su un generatore di gas completamente meccanico che utilizza cartucce di CO2 ad altissima pressione invece che componentistica esplosive tipica degli airbag automobilistici. Il generatore di gas non produce calore (come invece i sistemi automobilistici) e può essere messo addirittura a contatto con la pelle del corpo senza alcun effetto collaterale. Questa tecnologia ha nome "esplosione fredda" ed è prodotta e brevettata da D.P.I. Safety che la rende disponibile in partnership anche per lo sviluppo di diverse altre applicazioni.

Tutta la ricerca e sviluppo è situata nelle vicinanze di Milano, a stretto contatto con la produzione che è interamente made in Italy, quindi non parliamo di un prodotto assemblato utilizzando componenti di terze parti, tutto è progettato e costruito a Milano. Questa organizzazione permette di progettare, prototipare e produrre diverse soluzioni di sistemi airbag per le diverse richieste. Tutto il processo produttivo è sotto stretto controllo e i sistemi airbag sono testati al 100% ed identificati con serial number .

Oltre ad essere utilizzata per i propri MOTOAIRBAG la tecnologia D.P.I Safety dal 2009 è utilizzata anche da altri marchi/produttori, fra cui Tucano Urbano, Clover, Piaggio, GIMOTO, e altri ancora.

Fra i requisiti fondamentali per un sistema di questo tipo troviamo al velocità di gonfiaggio, e in questo la tecnologia ad "esplosione fredda" rende MOTOAIRBAG uno degli airbag più performanti sul mercato (tecnologia disponibile e brevettata da D.P.I.Safety). Il tempo di gonfiaggio è di 80-85 millisecondi. La geometria del sacco è stata oggetto di un lavoro di progettazione molto intenso fino ad arrivare ad ottenere una capacità di assorbimento all'impatto molto alta che ad oggi è stata riconosciuta essere Livello 2 secondo lo Standard Europeo EN1621/4:2013.

MOTOAIRBAG è il risultato di un lungo processo di progettazione e test. Ogni componente è stato sottoposto a numerosi test di affidabilità e di efficacia. I test che prevedono anche l'utilizzo ciclico e costante in tutte le condizioni ambientali (ambiente urbano ed extraurbano), oppure l'utilizzo in condizioni estreme per clima ed ambiente esterno (numerosi viaggi intercontinentali in moto) per un totale di oltre 1.000.000 di km. Particolare attenzione è stata data (e lo è tuttora) ai test di impatto reali con manichini ed alla collezione degli ormai numerosi casi di incidenti reali nei quali il motociclista ha indossato la protezione MOTOAIRBAG .

Sull'aspetto attivazione nasce forse la principale diatriba fra costruttori di dispositivi di questo tipo, da un lato i fautori dell'attivazione meccanica e dall'altra chi spinge per la totale integrazione elettronica.

Nel caso di MOTOIRBAG il sistema di attivazione è meccanico, ed è stato oggetto di uno studio molto approfondito. MOTOAIRBAG ha preferito utilizzare un sistema di attivazione basato sulla meccanica di precisione, perché è estremamente affidabile e semplice da usare. Infatti tutto funziona attraverso un semplice cavo che collega il dispositivo alla moto: quando il motociclista si trova ad essere troppo distante o fuori sagoma rispetto ad una distanza calibrata, il cavo raggiunge la sua massima estensione, si sgancia da MOTOAIRBAG ed attiva il sistema airbag. Il cavo di attivazione rimane sulla moto ed ha quindi la sola funzione di tenere sempre sotto controllo la posizione del motociclista.

La lunghezza del cavo è stato oggetto di molti studi: la lunghezza ora identificata permette al sistema di attivare MOTOAIRBAG nelle situazioni di impatto o scivolata, ma al tempo stesso lascia libero il motociclista di muoversi attorno alla moto naturalmente (esempio in curva). Il sistema ad attivazione meccanica di MOTOAIRBAG riesce a riconoscere due carichi, statico e dinamico: il carico statico per evitare le attivazioni accidentali di chi scenda dalla moto senza prima di aver scollegato il cavo: un carico di 15kg richiama elasticamente il motociclista che ai primi utilizza potrebbe dimenticarsi di scollegare il cavo di attivazione. Il carico dinamico, che rappresenta la sensibilità di MOTOAIRBAG a riconoscere la situazione di pericolo: avendo un carico dinamico molto basso (solo 1 Joule), lo rende molto sensibile per riconoscere tutte le tipologie di incidenti.

Per quanto riguarda il peso parliamo in totale di 1.400 grammi per la versione con airbag posteriore e 2 kg per il sistema con airbag anche anteriore, avendolo indossato personalmente devo dire che il peso è veramente ben distribuito e non si sente addosso.

Il MOTOAIRBAG è realizzato in materiale tecnico come Cordura 500 e sono inseriti inserti in rete tridimensionale che massimizzano il flusso d'aria all'interno del gilet. La linea e il taglio tengono conto che il gilet debba essere indossato la giacca: la conformazione del gilet può essere notevolmente modificata per far si che il medesimo gilet MOTOAIRBAG possa adattarsi al profilo della propria giacca invernale oppure a quella estiva, agendo semplicemente sulla regolazione laterale. L'idea di realizzare MOTOAIRBAG a "gilet" rende il suo utilizzo estremamente flessibile: un solo sistema airbag per tutte le stagioni.

TEST DI IMPATTO E TEST DI APERTURA
La validazione delle caratteristiche protettive all'impatto di MOTOAIRBAG è stata ottenuta sia con test di impatto in laboratorio (EN1621/4) sia con reali crash test moto/macchina realizzati con manichini antropometrici. (ISO13232).

I primi test di impatto sono stati condotti al calcolatore con programmi ad elementi finiti per la ricostruzione di incidenti stradali in diverse configurazioni. Successivamente, si è passata alla organizzazione di crash reali tra moto e vetture reali. Con una particolare slitta viene accelerata una moto (con manichino antropometrico) contro una macchina impostando un certo angolo e velocità di impatto. In questo modo è possibile ricostruire diverse configurazioni di incidente. Il crash viene filmato sia a terra sia dall'alto (gru da 40metri) con particolari telecamere che sono in grado di visualizzare ogni singolo millisecondo. Dall'analisi delle immagini si può osservare come MOTOAIRBAG entri in funzione nelle diverse tipologie di impatto e protegga il manichino.

I crash test e i test di apertura condotti sono numerosi, e quelli riportati mostrano alcune tra le tipiche configurazioni di incidente. In questi 10 anni di prodotto sul mercato con diverse migliaia di utilizzatori, sono state molte le segnalazioni che hanno riconfermato le dinamiche di impatto e l'efficacia di MOTOAIRBAG.

CERTIFICAZIONI
In Europa esiste uno standard unico dal 2013 per testare gli airbag per Motociclisti, denominato EN1621/4:2013 "Motorcyclists' protective clothing against mechanical impact-Part 4: Inflatable Motorcyclists' protectors-Requirements and test methods". Lo Standard prevede test molto severi ai quali il dispositivo airbag deve essere sottoposto per validarne l'efficacia e la protezione per i motociclisti. Tra questi ci sono:
-test di innocuità dei materiali utilizzati
-test sui tempi di gonfiaggio
-sensibilità al riconoscimento della situazione di incidente
-test affidabilità generale del sistema airbag
-test di impatto
-tempo di durata della protezione
-test di sgonfiaggio
-test ergonomici e di confort eseguiti con il sistema airbag gonfio e sgonfio.
-test dei sistema di trattenuta del sistema airbag al corpo

MOTOAIRBAG ha superato tutti i test ed è attualmente Certificato come Airbag per Motociclisti di livello 2 EN1621/4:2013 ("Motorcyclists' Protective Clothing Against Mechanical Impact - Part 4: Motorcyclists' Inflatable Protectors")

E' stato ottenuto il livello massimo raggiungibile nei test di impatto, registrando una forza residua all'impatto di soli 1,4 kN (valore ottenuto senza l'utilizzo di protettori rigidi). La seguente tabella vuole far capire la grande differenza tra un protettore airbag Certificato EN1621/4 ed un protettore rigido Certificato EN1621/2 .

Protettori rigidi Protettori airbag

Livello EN1621/2:2013 EN1621/4:2014

1 18 kN 4,5 kN

2 9 kN 2,5 kN

Quindi, in pratica, il MOTOAIRBAG è in grado di trasmettere una forza, 1,4 KN che è solo un sesto rispetto ad un normale back protector Livello 2. Un risultato veramente sorprendente.

Il tutto per un prezzo assolutamente interessante, ovvero dai 399 euro del modello con solo airbag posteriore ai 499 euro del modello predisposto anche per l'anteriore fino ai 744 euro del modello completo con doppio airbag anteriore e posteriore.

Al prezzo di un telefonino di marca un oggetto che possiamo indossare sopra qualsiasi abbigliamento e ci può realmente salvare la vita.