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Vespa, storia di un mito - parte 1

Come tutto ebbe inizio

Piaggio nasce a Genova, parliamo del 1884 e Rinaldo, il giovane fondatore, si occupa inizialmente alla costruzione di arredamenti navali per poi estendere la propria attività alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri.

La prima guerra mondiale da a Rinaldo Piaggio la possibilità di entrare nel settore aeronautico: inizia così la produzione di idrovolanti e aeroplani, come pure l'acquisizione di nuovi stabilimenti: nel 1917 una fabbrica di aerei a Pisa, quattro anni dopo un piccolo stabilimento a Pontedera che sarebbe divenuto il centro della produzione aeronautica di Piaggio. Negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, e durante il conflitto, Piaggio è uno dei maggiori produttori italiani di aerei. Gioie e dolori: gli stabilimenti Piaggio di Genova, Finale Ligure e Pontedera escono distrutti dalla II guerra mondiale.

L'idea che cambiò il modo di viaggiare

Venne il dopoguerra, i figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, ripartono con la produzione industriale. Il lavoro più duro toccò a Enrico, cui spettava la ricostruzione del grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari trasferiti a Biella, in Piemonte. Enrico Piaggio optò per una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D'Ascanio (1891-1981), ingegnere aeronautico e geniale inventore.

L'intuizione geniale

"Deve costare poco": la Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. Enrico, incaricò Corradino D'Ascanio, che amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L'ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell'abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.

Dal nuovo progetto di D'Ascanio nacque un mezzo assolutamente originale e rivoluzionario rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l'aiuto di Mario D'Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D'Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell'aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP 6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla "vita" stretta, esclamò: "Sembra una vespa!". E Vespa fu.
02 agosto 2012
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