L'attestato di rischio

1. Cos'è l'attestato di rischio

L’attestato di rischio è il documento che rappresenta la storia dei sinistri del veicolo.
Esso riporta i sinistri verificatisi negli ultimi 5 anni e, in caso di tariffa bonus–malus, le classi di merito di provenienza e di assegnazione, riferite al proprietario del veicolo, stabilite sulla base di una scala di valutazione elaborata autonomamente da ciascuna impresa (cd. classi di merito “interne”), che premia o penalizza in modo diverso la situazione relativa alla sinistralità pregressa.

È anche indicata la corrispondente classe di conversione universale- CU, calcolata in base alla scala bonus–malus comune a tutte le imprese, costituita da 18 classi di merito, che garantisce all’assicurato omogeneità di valutazione allorché passi da una compagnia ad un’altra, indipendentemente dalle regole evolutive interne adottate da ciascuna di esse.

È infatti possibile, sulla base delle informazioni contenute nell’attestato di rischio, cambiare compagnia e conservare la propria storia assicurativa, vedendo riconosciuta la sinistrosità pregressa ovvero valorizzata la condotta di guida virtuosa.


2. Quando va trasmesso all'assicurato


Ricorda che la compagnia ha il dovere di trasmettere l’attestato al domicilio del contraente - unitamente ad una comunicazione scritta recante le modalità di esercizio dell’eventuale disdetta ed informazioni sul premio di rinnovo - anche in caso contratti a tacito rinnovo o di disdetta, qualunque sia la forma tariffaria ed il canale di vendita utilizzati, almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto.

In caso di sospensione, l’assicuratore dovrà trasmettere al domicilio del contraente attestato e comunicazione almeno 30 giorni prima della scadenza del periodo di tempo per il quale il contratto è stato proro- gato all’atto della riattivazione.

La compagnia ha inoltre il dovere di inviare al domicilio del contraente l’attestazione aggiornata e rettificata qualora un sinistro posto a riserva, che abbia dato luogo alla maggiorazione del premio, sia stato poi eliminato come senza seguito, anche se nel frattempo il contraente ha cambiato compagnia. In ogni caso il contraente ha diritto alla riclassificazio- ne del contratto in corso.

La compagnia deve inviare l’attestato al domicilio del contraente anche in caso di furto, esportazione definitiva all’estero, consegna in conto vendita, demolizione, cessazione definitiva della circolazione del veicolo avvenuti dopo la conclusione del “periodo di osservazione” (cioè nei 2 mesi antecedenti alla scadenza annua del contratto, nonché in caso di vendita del veicolo, (sempre avvenuta dopo la conclusione del periodo di osservazione), qualora il venditore scelga di risolvere (cioè sciogliere) il contratto anzichè cederlo all’acquirente o trasferirlo su altro veicolo di proprietà.

Qualora il furto, l’esportazione definitiva all’estero, la consegna in conto vendita, la demolizione, la cessazione definitiva della circolazione, la vendita del veicolo con risoluzione del contratto avvengano prima della conclusione del “periodo di osservazione” (cioè prima di 2 mesi dalla scadenza annua del contratto), o qualora un contratto annuale abbia durata inferiore per il mancato pagamento di una rata di premio, la compagnia non è tenuta a inviare al contraente l’attestato di rischio.

Nel caso di passaggio di proprietà del veicolo da una pluralità di inte- statari ad uno soltanto di essi, l’attestato deve essere inviato al domicilio di quest’ultimo.

Nei contratti di leasing o di noleggio a lungo termine non inferiori a 12 mesi l’utilizzatore del veicolo può, alla scadenza, richiedere il rilascio di un duplicato dell’ultimo attestato di rischio relativo al veicolo utilizzato per assicurare, presso la stessa o altra compagnia, il medesimo vei- colo, se acquisito in proprietà mediante riscatto, o altro veicolo di sua proprietà. L’assicuratore classifica il contratto sulla base delle informazioni contenute nell’attestato e assegna il veicolo alla medesima classe di conversione universale CU, previa verifica della effettiva uti- lizzazione da parte del richiedente del veicolo cui l’attestato si riferi- sce, anche mediante dichiarazione rilasciata dal precedente contraen- te (società di leasing o di noleggio).

Per i contratti conclusi a distanza, nel caso di recesso a seguito dell’esercizio del “diritto di ripensamento” la compagnia rilascia al contraente una dichiarazione di avvenuta risoluzione del rap- porto che il contraente medesimo deve esibire al nuovo assicuratore per la stipulazione del contratto.


3. Periodi di validità dell'attestato di rischio


L’attestato di rischio ha validità di 12 mesi dalla scadenza del relativo contratto, ovvero di 18 mesi a condizione che il contraente dichiari ai sensi e per gli effetti degli artt. 1892 e 1893 c.c. di non aver circolato dopo la scadenza.

Nei casi di furto, demolizione o cessazione definitiva della circolazione di un veicolo, avvenuti in corso di contratto e prima della conclusione del periodo di osservazione, quando cioè l’assicuratore non è ancora tenuto a trasmettere l’attestato relativo all’annualità in corso, la validità dell’attestato (evidentemente di quello inviato al contraente alla precedente scadenza contrattuale) è di 12 mesi dalla data del furto, demolizione o cessazione definitiva della circolazione.

Nei casi di vendita, esportazione definitiva e consegna in conto vendi ta avvenuti in corso di contratto e prima della conclusione del periodo di osservazione, con conseguente indisponibilità dell’attestato concernente l’annualità in corso, il termine di validità dell’attestato (quello già rilasciato e relativo alla precedente annualità) rimane di 12 mesi dalla scadenza del contratto (relativo all’anno precedente).

Nei casi di deterioramento, smarrimento o mancato pervenimento dell’attestato, il contraente (o, se persona diversa, il proprietario, l’usufruttuario, l’acquirente del veicolo a rate o l’utilizzatore in leasing) può richiedere all’assicuratore il rilascio di un duplicato entro 15 giorni, senza applicazione di costi. Il duplicato può essere rilasciato anche a persona delegata, purchè munita di delega scritta espressamente rilasciatagli dall’avente diritto e di copia di valido documento di riconoscimento di quest’ultimo.

Per saperne di più consulta sul sito dell’ISVAP il regolamento n. 4 del 9 agosto 2006.

 

Fonte: ISVAP

04 giugno 2010
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